Prescrizione, Renzi: “Non voto l’accordo, il governo non ha i numeri. Se ci vogliono cacciare, ce lo dicano”


Non vuole far cadere il governo, ma non voterà l’accordo sulla prescrizione raggiunto ieri sera nel vertice di maggioranza da Pd, M5s e Leu. Pensa che in Parlamento non ci siano i numeri per approvare il compromesso sulla giustizia e attacca il Pd, accusandolo di andare a rimorchio dei cinquestelle. Matteo Renzi, intervistato da Massimo Giannini e Oscar Giannino a Circo Massimo su Radio Capital lo dice chiaro e tondo: “Questo governo, che io stesso ho promosso, è nato per evitare l’Italexit di Salvini, ma non posso diventare giustizialista. Siamo una forza riformista, non cediamo al populismo nella giustizia. Non ce ne andiamo ma se ci vogliono cacciare, ce lo dicano”.
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“Premesso che il Paese in questo momento ha ben altri problemi, come le infrastrutture o il coronavirus – continua Renzi – sulla giustizia bisogna trovare un punto d’accordo. Il compromesso di ieri è un passo avanti, ma per noi non è sufficiente perché contiene ancora un principio giustizialista. Il Parlamento deve scegliere tra la legge di Bonafede e Salvini e quella di Gentiloni e Orlando. Io sto con questi ultimi due. La novità di ieri è che il Pd si è schierato con il M5s”. Ed è proprio contro i democratici che si scaglia l’ex premier: “Non riesco a capire perché il Pd non utilizzi la forza del risultato in Emilia Romagna per dettare l’agenda, ma continui a inseguire quella dei cinquestelle”.
Di fatto Renzi non ha intenzione di uscire dal governo e smentisce le indiscrezioni che parlano di un appoggio esterno del suo partito: “Un appoggio esterno significherebbe che dovremmo far dimettere i nostri ministri: Bellanova e Bonetti stanno lavorando bene, il sottosegretario Scalfarotto agli Esteri è il numero uno. Noi non vogliamo lasciare. Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d’ora”, afferma ancora. “Sulla giustizia però noi non ci stiamo. Se qualcun’altro per mantenere una poltrona è disponibile a diventare socio della piattaforma Rousseau faccia pure, noi siamo un’altra roba”.
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Secondo il senatore di Italia Viva “questo accordo a tre, a mio sommesso avviso, non ha la maggioranza in Parlamento”. E sulla possibilità che Conte trovi 50 centristi pronti a sostenere il governo aggiunge: “Io non ho problemi su questo, se lui trova i voti nel mondo della destra io sono contento per loro, un po’ meno per il Paese, ma noi non lo faremo. La mia impressione è che abbiano fatto male i conti, rischiano di fare un pasticcio”.

Renzi sconfessa, infine, i sospetti di una manovra architettata con Di Maio per sostituire Conte: “Il mio obiettivo non è cambiare il presidente del Consiglio ma vorrei che Conte cambi passo”.

 

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Carlo Verdelli
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