Il pinguino africano parla come l’uomo: il suo canto è un discorso

PARLA come noi, o quasi. Il pinguino africano (Spheniscus demersus), ha scoperto un team di biologi italiani, emette suoni simili al canto degli uccellini che sembrano replicare i codici del discorso umano. Lo studio condotto osservando 28 esemplari adulti in tre zoo diversi, i cui risultati sono stati pubblicati su Biology Letters, entra nello specifico di una comunicazione che fra tutte le specie al di fuori dell’uomo finora era stata riscontrata solo nei primati.




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I suoni del pinguino africano, studiati nella stagione dell’accoppiamento, sembrano dunque essere organizzati in sequenze che vanno a comporre un discorso. Nei 590 appelli dei pinguini registrati gli studiosi hanno individuato le sequenze vocali che contenevano tre sillabe distinte di diversa lunghezza, con le ‘parole’ usate spesso più brevi, alternate a sequenze più lunghe costituite da sillabe più brevi. Questi, i due principali punti in comune tra le cosiddette ‘canzoni estatiche di visualizzazione’ dei pinguini e il linguaggio umano: si tratta della legge di brevità di Zipf e della legge di Menzerath-Altmann sulla compressione del linguaggio.




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Come l’uomo, i pinguini usano le sillabe a loro disposizione per parlare nel modo più ‘economico’ possibile, riservando quelle più brevi per le chiamate più comuni. Inoltre i suoni degli appelli alla riproduzione ricordano il ronzio dell’asino – sottolinea la stessa ricerca – e sono all’origine del soprannome dato a questa specie nota come “Jackass Penguin” (pinguino del Capo, pinguino africano o dai piedi neri), originario dalle coste del Sudafrica e della Namibia. Non è la prima volta che nei comportamenti dei pinguini si riscontrano atteggiamenti simili a quelli umani: ad esempio hanno anche loro partner dello stesso sesso.

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Carlo Verdelli
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