Air Italy in profondo rosso convoca i soci. Sul tavolo c’è l’ipotesi di liquidazione


MILANO – Air Italy chiude il 2019 in profondo rosso (si parla di un buco di 200 milioni) e convoca i soci per un’assemblea in programma domani con sul tavolo anche l’ipotesi della liquidazione della società. I due soci, l’Aga Khan al 51% e Qatar Airways al 49%, hanno provato nelle scorse settimane a cercare una soluzione per tenere a galla la compagnia che sotto la guida degli uomini del vettore del Golfo sarebbe arrivata a perdere oltre il 60% del fatturato a causa di un ambiziosissimo piano di espansione che non ha dato i risultati attesi.

Alix Partner avrebbe provato a mette nero su bianco un progetto di rilancio per il 2020. Ma servirebbero troppo soldi. L’Aga Khan, dopo aver bruciato negli anni scorsi diverse centinaia di milioni per tenere viva la ex-Meridiana (che perdeva molto meno dell’erede), avrebbe posto un limite ai quattrini che è disposto a spendere e ha chiesto a Qatar di cercare nuovi soci da far entrare nel capitale. La ricerca, però, non è andata a buon fine. Qatar Airways avrebbe in teoria i mezzi per sostenere la società. Ma per le leggi Ue non può salire oltre il 49% di Air Italy, che ha 1.200 dipendenti. E così, salvo l’arrivo a sorpresa di salvatori dell’ultima ora, domani potrebbe essere decretata la liquidazione con la nomina di due commissari.

Non è chiaro cosa potrebbe succedere a quel punto ai passeggeri che hanno in tasca biglietti già pagati di Air Italy (nel 2018 l’azienda ha trasportato 1,9 milioni di persone). I soci potrebbero studiare un meccanismo per riproteggerne almeno una parte con aerei in leasing da altre compagnie. Ma una decisione finale, nel caso fosse necessario, sarebbe presa solo nel corso dell’assemblea.

Air Italy è l’aerolinea nata sulle ceneri della vecchia Alisarda prima e della Meridiana poi. Dopo diversi anni di perdite, ha cercato un paio di anni fa di voltare pagina aprendo il capitale agli emiri del golfo. E il potentissimo numero uno del nuovo partner, Akbar Al Baker, ha lanciato un ambiziosissimo piano di crescita con l’obiettivo dichiarato di sostitutire Alitalia come primo vettore italiano grazie a 50 voli intercontinentali operati con i modernissimi aerei ordinati dai qatarini. Il piano però è rimasto sulla carta. I manager di vertice (l’ultimo è Rossen Dimitrov, un fedelissimo di Al Baker) non sono riusciti a raddrizzare i conti. Molte destinazioni a lungo raggio sono state aperte e chiuse nel giro di poche settimane, fino al redde rationem di domani. Le difficoltà di Air Italy potrebbero pesare anche su Malpensa, che nei piani della compagnia era destinata a diventare il nuovo hub del gruppo. Qualche problema potrebbe averlo anche la Sardegna legata storicamente alle attività aeree dell’Aga Khan che è anche socio dello scalo di Olbia. Partecipazione che però non dovrebbe essere toccata dai guai dell’aerolinea.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICAArgomenti:Aga KhanQatar Airwaysliquidazioneair italy

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